saccarine to revitalize me

Name: saccarine

Thursday, June 15, 2006

Sono di Saronno

Ho passato una strana serata. Sfrecciavo con il mio maggiolone per la provincia di Como, ad ogni semaforo aumentava il desiderio di incontrarmi con la mia fidanzata. Sulla strada, ad un certo punto, è apparso qualcosa in maglietta bianca: appena ho messo a fuoco meglio la situazione, ho capito che si trattava di un ragazzo che chiedeva un passaggio. Ho rallentato e fatto salire l'autostoppista, che doveva andare non molto lontano da dove l'avevo incrociato. Mentre l'auto ripartiva, abbiamo contemporaneamente dato uno sguardo alla radio: la scritta Lifegate lampeggiava dal display azzurro. "Ormai non sono più molti a fare l'autostop..." gli ho detto, "io andavo sempre a scuola in autostop, ti parlo di vent'anni fa comunque". Da lì in poi mi sono messo a raccontargli la storia della mia vita. "Ehi: guarda, abbiamo pure le stesse scarpe!" gli ho fatto notare quando ero ormai arrivato al capitolo "Università". All star bianco panna. Certo le mie erano decisamente meglio messe delle sue, ma che importa? Che diavolo, quell'autostoppista potevo essere io vent'anni fa, chissà se lui si immaginava come me in un futuro non troppo remoto... Lo lascio a destinazione e mi allontano nella notte di giugno, con tutti quanti fuori dai bar a prendere il fresco.

Tuesday, June 13, 2006

Saccarina

Tipo quando pensi che una pastiglia d'aspirina possa cambiarti improvvisamente la vita. Quando qualcosa che non significa niente finisce per significare TUTTO. E' la voce nasale di un tizio che faceva musica pazza negli anni settanta: ad un certo punto lo si sentiva implorare qualcuno di portargli una coca piena di zucchero, che lo rimettesse in sesto dopo ore ed ore passate in studio.

Sunday, June 11, 2006

Il mondo ti rigetta (Parte II)

Quanto tempo è passato dall'ultima volta che sei stato vagamente ottimista riguardo al panorama umano che ti circonda? Che hai sentito odore di cambiamento, di evoluzione?

"Ehi, hai più sentito ***?"
Il suo sguardo cade nel vuoto, non risponde.
"Sì, l'ha sentita..." La voce proviene stizzitta da qualche parte alle mie spalle, mi giro: un volto non vuoto, ma carico di insofferenza e digiuno di serenità. Mi lascia intendere di essere risentita, ma non sono a conoscenza degli intrighi che la mia innocua domanda evidentemente porta con sè.
"Scusa, è che abbiamo un'amica in comune..." Ma chi sei?
"Lascia perdere, fermati finchè sei in tempo, non andare oltre..." I due si mettono a ridere, cadono in un bacio appassionato. Io volo un paio di universi più in là, storcendo il naso.
"No, scusa", dice lui, "è che capitava giusto a fagiolo la domanda".
Una folata di vento mi porta via, in mezzo alla folla, in un saluto che suona incredulo.

Sunday, June 04, 2006

Per gli allergici

Senz'altro ho uno strano rapporto con la natura. Più si rivela, più si scopre e si tinge di mille tonalità, più si diffonde con i suoi fiori, più l'aria si fa fresca e rigenerante, più la primavera si appropinqua dopo il suo annuale viaggio nell'universo, più la si vede e le si vuole correre incontro ed abbracciarla, più tenta di schiaccarmi. Vuole farmi capire che non sono accettato, come un organismo che espelle il superfluo o il dannoso o il marcio. Mi si mostra, mi ammicca ma mi dice "Ferma! Guardare e non toccare", servendomi piante velenose che mi s'insinuano nelle mucose e mi riempiono gli occhi di fatica e m'impediscono di respirare a pieni polmoni per ricevere i suoi frutti e goderne. E tutta la letteratura dell'esaltazione dell'uomo nel suo rapporto con la natura, per me, non fa altro che dire stronzate perchè Madre Natura può essere crudele e arcigna fino all'inverosimile.